PNRR – Progetto D.I.A.R.Y.
Il Conservatorio di Musica “Egidio Romualdo Duni” ha aderito al decreto direttoriale 124/2023 del Ministero dell’Università e della Ricerca, finanziato attraverso i fondi europei del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
Questo progetto si inserisce in un quadro di potenziamento dell’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica (AFAM) andando a costruire una rete formativa che acquisisca un ruolo di rilievo a livello internazionale attraverso le interazioni fra i soggetti partecipanti. Il Conservatorio di Musica “Egidio Romualdo Duni” di Matera ha avviato una serie di progetti e iniziative che coinvolgono la produzione artistica e la ricerca, andando a sperimentare in diversi campi della produzione artistico-musicale grazie ai rapporti con le realtà collaboratrici:
– L’Accademia di Belle Arti di Lecce;
– il Conservatorio di Musica “Tito Schipa” di Lecce;
– l’Istituto del Design di Matera;
– l’Accademia di Belle Arti legalmente riconosciuta “Rosario Gagliardi” di Siracusa;
– il CNR Nanotec di Lecce;
– l’Università del Salento;
– il Conservatorio di Musica “Domenico Cimarosa” di Avellino.
Nelle collaborazioni che costituiscono altresì una rete internazionale di dialogo e di confronto, lo scopo del progetto è di rafforzare la dimensione internazionale delle istituzioni AFAM e MUR, andando ad elaborare un programma di design contemporaneo, reportage fotografici/audiovisivi, e l’integrazione di tecnologie digitali nella produzione artistica.
Progetto “Digital and International Arts through Augmented Reality and Research for Young students (artists) – D.I.A.R.Y.” – CUP H81B24000090006 (Decreto di concessione n. 156 del 13/05/2024) è finanziato dall’Unione Europea – NextGenerationEU per la M4C1 – Linea d’investimento 3.4, “Didattica e competenze universitarie avanzate”, sotto-investimento T5 “Partenariati strategici/iniziative per innovare la dimensione internazionale del sistema AFAM” del PNRR
Azioni di ricerca, innovazione, sperimentazione e produzione artistica, presso Conservatorio di Musica “T. Schipa” di Lecce (15, 16, 17 maggio); Itinerari – Un incontro tra epoche, stili e talenti, presso Auditorium “V. Vitale” del Conservatorio “Domenico Cimarosa” di Avellino (19 maggio).
Nel mese di maggio 2025, nell’ambito del progetto europeo DIARY – Digital and International Arts through Augmented Reality and Research for Young Students, si è svolto un percorso artistico e formativo che ha coinvolto tre Conservatori e due concerti, come tappe di un unico processo condiviso.
Dal 15 al 17 maggio, il progetto ha preso forma tra la Cavea del Conservatorio di Lecce e Ceglie Messapica, con il coinvolgimento del Conservatorio Domenico Cimarosa, dando vita a un ensemble interregionale capace di intrecciare suoni, talenti e visioni. Flauti, arpe, clarinetti, oboi, fagotti, corni e pianoforti hanno attraversato un repertorio che spazia da Rota, Ibert, Chopin, Rachmaninov, Liszt e Stravinskij, trasformando il concerto in un’esperienza di relazione, ascolto e crescita collettiva.
Il percorso si è concluso il 19 maggio alle ore 19:00 a Matera, presso l’Auditorium “V. Vitale”, con un concerto di restituzione che ha rappresentato la sintesi del progetto. In scena gli studenti del Conservatorio di Matera:
Arianna Cinieri (contralto), Luca Tonoli (clarinetto), Emanuele Sasso (viola), Andrea De Cecca (pianoforte) e Andrea Paternoster (pianoforte).
Il programma ha attraversato le musiche di Schumann, Brahms, Rota, Ibert, Abbate, Santucci e Scarlatti, in un flusso sonoro continuo in cui voci e strumenti si sono fatti corpo condiviso e racconto musicale.
Due concerti. Tre conservatori. Un unico respiro.
DIARY si conferma come un progetto che va oltre la performance, dove la musica diventa spazio di incontro, fiducia e trasformazione tra giovani artisti, territori e generazioni.
In entrambi i concerti hanno preso parte:
Per il Conservatorio di Matera:
Alessandra Simonetti – Flauto;
Benedetta Primiceri – Arpa.
Per il Conservatorio di Lecce:
Bruno Trianni – Clarinetto;
Laura Martignano – Flauto;
Antonella Florio – Oboe;
Elisabetta Contaldo – Fagotto;
Alessio Guida – Corno
Per il Conservatorio di Avellino:
Davide Casalino – Pianoforte
Programma musicale eseguito:
N. Rota, J. Ibert, E. Abbate, F. Chopin, F. Liszt, S. Rachmaninov, M. Ravel, I. Stravinsky

Italian Design Agorà 2025
Dal 16 al 19 giugno 2025 all’Istituto del Design un programma ricco di appuntamenti sul design contemporaneo
La prima edizione di Italian Design Agorà 2025, tenutasi dal 16 al 19 giugno presso l’Istituto del Design di Matera, ha rappresentato un’importante iniziativa nell’ambito del Progetto PNRR D.I.A.R.Y. L’evento è stato concepito come uno spazio di confronto pubblico tra formazione, progettazione e territorio, elevando il design a linguaggio culturale, strumento narrativo e motore di innovazione sociale.
Per quattro intense giornate, l’Istituto ha ospitato un programma diversificato comprendente mostre, talk, lectio magistralis e installazioni artistiche. L’iniziativa ha coinvolto attivamente accademie, università, enti di ricerca, professionisti e studenti, sia a livello nazionale che internazionale, promuovendo un dialogo costruttivo e multidisciplinare.
I contenuti dell’Agorà si sono sviluppati attorno a due assi tematici fondamentali per il percorso formativo dell’Istituto:
– Il progetto di design come interpretazione e valorizzazione degli spazi urbani di Matera: una riflessione approfondita su identità, memoria e trasformazione dei luoghi;
– soluzioni innovative per il design del mobile imbottito: un settore strategico per il territorio e un ambito privilegiato per la ricerca applicata.
L’evento ha visto la partecipazione attiva di numerosi partner del progetto D.I.A.R.Y., tra cui l’Accademia di Belle Arti di Lecce (capofila), l’Università del Salento, il CNR Nanotec di Lecce, l’Accademia Rosario Gagliardi – MADE Program di Siracusa ed il Conservatorio “E.R. Duni” di Matera. L’agorà ha ospitato numerosi protagonisti del mondo del design, dell’arte, della ricerca e della cultura, favorendo un confronto aperto tra discipline e visioni. Tra gli illustri ospiti internazionali, spiccano i rappresentanti della Izmir University of Economics e del Politecnico di Tirana.
Il Conservatorio “E.R. Duni” di Matera ha giocato un ruolo di primo piano nell’Italian Design Agorà 2025, portando la propria expertise nel campo del sound design e della musica elettronica, dimostrando come il suono possa essere un potente strumento narrativo e di valorizzazione degli spazi.
La giornata inaugurale di Italian Design Agorà 2025 si è focalizzata sul tema “Gli spazi narrativi della città: il design come racconto urbano”. Dopo l’apertura istituzionale e la presentazione delle partnership del Progetto D.I.A.R.Y., che ha visto la presenza del Conservatorio, l’attenzione si è spostata sui progetti degli studenti di Design che hanno reinterpretato le opere del New Pop artist Esteban Villalta Marzi.
Durante l’intervento dell’esperto del Conservatorio “E.R. Duni” di Matera Mario Spada, è stato presentato il ruolo del sound design nel dare voce agli “spazi invisibili” della città. Questo approfondimento ha offerto una prospettiva sensoriale e immersiva, dimostrando come il suono possa arricchire la percezione e la narrazione degli ambienti urbani. Nel pomeriggio, in un’ottica di integrazione digitale e sonora, i concept progettuali degli allestimenti ispirati alle opere di Esteban Villalta Marzi, realizzati con modellazione 3D e visualizzazione immersiva, sono stati arricchiti da composizioni acusmatiche realizzate dagli studenti del Conservatorio, pensate come veri e propri paesaggi sonori specifici per gli allestimenti.
Il secondo giorno ha sottolineato l’importanza della collaborazione tra ricerca, industria e formazione nel settore del design del mobile imbottito. Tuttavia, il momento di maggiore risonanza per il Conservatorio è avvenuto nel pomeriggio.
Presso l’Auditorium Gervasio, il Conservatorio di Matera ha ospitato il Concerto acusmatico intitolato ‘Suonispazi’. L’evento a cura dei docenti Franco Degrassi, Ignazio Parisi e Giuseppe Salatino della Scuola di Musica Elettronica del Conservatorio, ha offerto un’esperienza sonora unica. Sono state riprodotte le composizioni create dagli studenti del Conservatorio appositamente per le installazioni delle opere dell’artista spagnolo Esteban Villalta Marzi, allestite nella sede dell’Istituto del Design. Questo concerto ha rappresentato un’occasione significativa per mostrare l’integrazione sinergica tra design, arte visiva e musica elettronica, fornendo una dimensione aggiuntiva e profondamente immersiva alla fruizione delle opere d’arte.
La giornata conclusiva dell’Italian Design Agorà 2025 si è concentrata sui dialoghi internazionali e l’impiego delle tecnologie immersive. Un momento centrale e di grande interesse è stato l’intervento “Narrazioni Sonore Evolutive: dal Soundscape all’Intelligenza Artificiale”, curato dagli esperti in ricerca e innovazione del Conservatorio “E.R. Duni” di Matera Dario Mattia e Mario Spada.
Mattia e Spada hanno approfondito il potenziale narrativo del suono nel leggere e articolare lo spazio urbano. Hanno illustrato come l’intelligenza artificiale possa amplificare l’espressività del paesaggio sonoro, restituendo alla città la sua “voce invisibile”. Questo intervento ha evidenziato l’impegno del Conservatorio nella ricerca d’avanguardia e nell’esplorazione delle intersezioni tra arte, tecnologia e percezione dello spazio.
Durante la partecipazione all’Italian Design Agorà 2025, nell’ambito del PNRR D.I.A.R.Y., il Conservatorio “E.R. Duni” di Matera, grazie al lavoro degli esperti Michele De Luisi, Cosimo Frascella, Dario Mattia e Fabio Natale, ha dimostrato con la sua presenza e i suoi interventi l’importanza cruciale del suono e del sound design nella narrazione degli spazi e nella
creazione di esperienze immersive. Le attività proposte, dal sound design integrato nelle mostre al concerto “Suonispazi” e all’intervento sulle “Narrazioni Sonore Evolutive” con l’AI, hanno arricchito l’evento, offrendo nuove prospettive e rafforzando il legame tra musica, arte visiva, design e tecnologia. La sinergia tra le diverse istituzioni partner del PNRR D.I.A.R.Y. è stata chiaramente manifestata, evidenziando il valore della collaborazione per l’internazionalizzazione e l’innovazione dell’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica.


D. I. A. R. Y. Open Lab – Meeting Lecce, 13 e 14 ottobre
Nei giorni 13 e 14 ottobre 2025, l’Accademia di Belle Arti di Lecce ha ospitato l’Open Lab Meeting del progetto D.I.A.R.Y. – Digital and International Arts through Research for Young Artists, un evento internazionale dedicato alla sperimentazione tra arti visive, design, audiovisivo e sound design.
L’Open Lab Meeting è stato concepito come una piattaforma condivisa di produzione culturale e di ricerca artistica, capace di mettere in dialogo Accademie, Conservatori e Istituti di Ricerca del Mezzogiorno con artisti e professionisti internazionali. Un momento di confronto aperto, pensato per studenti, docenti e pubblico, nel segno dell’innovazione e della contaminazione tra linguaggi.
La giornata di lunedì 13 ottobre ha preso avvio nelle sale del Conservatorio “Tito Schipa” di Lecce con una sessione dedicata alla presentazione dei progetti realizzati dagli esperti del Conservato E.R. Duni di Matera. Il programma è iniziato con la presentazione del progetto Strings – Sounds from Human Collective Intelligence, un’iniziativa che esplora l’integrazione tra arte, scienza e tecnologia attraverso la rilevazione di parametri psico-emotivi. Al termine dell’illustrazione, gli esperti hanno dato vita a una performance che ha utilizzato i prototipi e i dispositivi realizzati per il progetto, offrendo una dimostrazione tangibile del lavoro di ricerca. L’attività ha generato grande interesse tra gli studenti presenti, culminando in un costruttivo momento di confronto e approfondimento tecnico.
Successivamente, il gruppo di esperti ha partecipato al pranzo istituzionale, che ha rappresentato un’opportunità fondamentale per incontrare personalmente i rappresentanti di tutti gli enti partner e per ottimizzare la pianificazione congiunta delle attività future del progetto D.I.A.R.Y.
Il programma pomeridiano ha offerto un prezioso momento di arricchimento culturale e artistico. Gli esperti hanno potuto assistere a una serie di concerti curati e organizzati congiuntamente dall’Accademia di Belle Arti e dal Conservatorio di Lecce, valorizzando la produzione musicale dei due istituti. A coronamento di questa fase, l’attenzione si è spostata sulla sperimentazione audiovisiva con la visione della suggestiva performance di video mapping, un’opera innovativa presentata dagli artisti spagnoli Rosa Sánchez e Alain Baumann, esponenti di Koniclab. Questo segmento ha sottolineato l’apertura del meeting alle più avanzate forme di espressione digitale e performativa.
Martedì 14 ottobre il focus si è spostato sulla disseminazione degli ulteriori progetti di ricerca sviluppati dagli esperti e dagli studenti del Conservatorio di Matera. Le presentazioni, tenutesi anch’esse presso il Conservatorio di Lecce, hanno riguardato i progetti Helix, Il Vento gonfia le vele e Dal grembo del silenzio nasce il primo gesto. Ogni presentazione è stata seguita da un lungo e partecipato momento di dibattito che ha visto, gli studenti del Conservatorio di Lecce e gli altri partecipanti, intervenire con domande mirate e pertinenti. Le domande e le discussioni hanno stimolato il confronto, fornendo anche un contributo allo sviluppo dei progetti. Nella stessa mattinata, a partire dalle ore 11, si è svolto presso la sede dell’ABA Lecce il concerto degli allievi dei conservatori di Avellino, Lecce e Matera. Per il nostro Conservatorio si è esibito il chitarrista Navid Zandaveh, riscuotendo un caloroso, e più che meritato successo.

FRA SUONO E SIGNIFICATO: comporre storie con le parole
I meccanismi della narrazione e le loro applicazioni in diversi ambiti della creazione artistica
Venerdì 30 gennaio 2026, presso la Sala Nino Rota del Conservatorio di Musica “E. R. Duni” abbiamo ospitato Tiziano Scarpa, tra le voci più autorevoli della letteratura e della drammaturgia contemporanea.
Il seminario ha esplorato e approfondito l’architettura della narrazione come pratica viva e trasversale, capace di andare oltre linguaggi, generi e forme espressive di ogni tipo. L’approccio che verrà adottato non sarà esclusivamente di tipo accademico, ma sarà figlio dell’esperienza diretta di chi esercita la narrazione quotidianamente.
La struttura narrativa vista come un organismo dinamico e non come uno schema rigido, questo è uno dei punti principali verso i quali verterà il seminario, affiancato anche dallo stretto rapporto tra forma e ritmo, costruzione di una voce narrante ed anche quali sono le differenze e le continuità fra narrazione scritta, drammaturgica e orale?
La scelta di Tiziano Scarpa per questo seminario risiede nella sua versatilità professionale e nella sua consolidata carriera di formatore. La sua attività si distingue per la continuità con cui ha attraversato generi e linguaggi differenti, mantenendo sempre una centralità della riflessione sulla forma che la narrazione può prendere e, ovviamente, sulle possibilità espressive.
La collaborazione di Scarpa con il conservatorio di Matera non è nuova. Nel 2019 ha registrato il CD intitolato Il coltivatore di radici con gli allievi del conservatorio, coordinato dal Professore Fabrizio Festa, collaborazione che attesta la sua capacità di far dialogare la parola scritta con la dimensione sonora e performativa.
Tiziano Scarpa (Venezia, 1963) è un autore di numerosi romanzi, testi teatrali, raccolte poetiche e saggi, tradotti in circa una ventina di lingue tra cui cinese, russo, giapponese, arabo ed anche ebraico. Con il romanzo Stabat Mater ha vinto il Premio Strega e il premio Super Mondello nel 2009. Ha tenuto numerosi corsi e laboratori di scrittura presso istituti di notevole importanza, tra cui l’Università e la Scuola Holden di Torino dov’è stato “Maestro di Scrivere” e l’Università Ca’ Foscari di Venezia. La sua professionalità è maturata anche all’esperienza come editore per Feltrinelli e consulente Einaudi, offrendogli una nuova prospettiva di analisi della struttura dei testi altrui, migliorandoli.

DAL GREMBO DEL SILENZIO NASCE IL PRIMO GESTO
Il 13 ed il 14 febbraio 2026 presso lo Spazio CasaTeatro di Matera è stato eseguito “Dal grembo del silenzio nasce il primo gesto”, un’immagine che orienta l’intero progetto: da una separazione necessaria – resa visibile da un muro/telo – si passa, per gradi, a una presenza condivisa.
Il lavoro non persegue un realismo illustrativo, ma una drammaturgia sensibile in cui respiro e voce, suoni primari dell’esperienza umana, disegnano insieme alle immagini micro/macro una mappa incarnata dell’incontro. Il confine non è negato, ma reso percepibile affinché possa essere attraversato.
Il tatto, inteso come senso plurale e aptico, costituisce il fondamento teorico e operativo del progetto. La filematologia fornisce la figura-limite del contatto: un dispositivo che educa il desiderio e trasforma il confine in soglia. Su questa soglia si innestano i riferimenti che guidano la ricerca:
- l’attenzione ai pattern di respiro, postura e armatura muscolare (Wilhelm Reich), assunta con prudenza storica e clinica, come osservazione dei blocchi e delle loro possibili dissolvenze sensibili;
- la grammatica del movimento di Rudolf Laban (spazio, peso, tempo, flusso), utile a leggere la trasformazione dalla solitudine al dialogo.
La scena diventa così un ecosistema di ascolto, in cui il confine si rende visibile per poter essere attraversato, fino alla caduta del muro e alla nascita di uno spazio condiviso.
Il cuore della performance è l’incontro: due persone, inizialmente separate, trovano nell’atto performativo la possibilità di unirsi. Come Piramo e Tisbe o Ero e Leandro, la tensione verso l’altro è al tempo stesso impossibile e necessaria. In questa impossibilità si apre lo spazio simbolico dell’opera: il confine che separa diventa luogo fertile di generazione. L’opera si muove tra respiro e voce, resi sonoramente in tempo reale, e tra movimento e contatto, che emergono progressivamente. L’audiovisivo generato dall’IA assume forme micro e macro, evocando il Mediterraneo come spazio di incontro e conflitto. L’ossigeno, elemento comune ad acqua e aria, diventa metafora della nascita della relazione: il respiro è il centro, da cui prendono forma gesto, movimento e contatto.
Il confine – reso visibile dal muro/telo – non è un divieto ma una matrice. La sua caduta non è un effetto spettacolare, ma la conseguenza di una metamorfosi: quando respiro, gesto e voce trovano un accordo sufficiente, lo spazio si trasforma in relazione.

Programma di Sala Dal Grembo
Dal grembo del silenzio nasce il primo gesto | Teatro, respiro e digitale a Matera

